MARINI Marino (1901 - 1980)

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GIOCOLIERI

 

 

Specifiche

  • Autore:

    MARINI Marino (1901 - 1980)

  • Titolo:

    GIOCOLIERI

     

     

  • Luogo: TORINO
  • Editore: EDITORE ALBRA - ROMA, STABILIMENTO TIPOGRAFICO IL CIGNO
  • Data: 1973
  • Formato: (mm 485x640 l'impronta; mm 700x990 il folio))
  • Cfr. Bibliografico: GIORGIO E GUIDO GUASTALLA, "Marino Marini, catalogo ragionata dell'Opera grafica (Incisioni e Litografie) 1919-1980, Edizioni Graphis Arte, A158 p. 217 e p. 256

Prezzo: € 1.500,00



Descrizione prodotto

Incisione originale eseguita all'acquaforte e puntasecca, impressa su carta C.M. Fabriano e numerata 25 su 75 in basso a sinistra, firmato a matita in basso a destra; all'angolo inferiore destro timbro a secco della tipografia "Il Cigno". L'incisione appartiene all'Album "Il Teatro delle Maschere", contennete 10 tavole, eseguita nel 1973 e pubblicata dall'editore torinese Albra nel 1974. L'impressione delle incisioni è stata eseguita dalla stamperia Il Cigno di Roma.  La tiratura prevede 75 esemplari numerati da 1/75 a 75/75 e inoltre 25 esemplari numerati da I/XXV a XXV/XXV e 12 prove d'artista.  

Albra fu un grande amico di Marino Marini e tuttora siede quale membro dell'omonima Fondazione pistoiese titolata all'artista.  Nato nel 1901 a Pistoia, Marini fu educato alla pittura della grande arte del Rinascimento di Firenze presso l'Accademia di Belle Arti della medesima città. Egli rappresentò soggetti di vita comune, come fiori, uccelli e insetti, facendone anche sculture. Marini ha lavorato assiduamente sperimentando materiali diversi, dal legno all'intonaco combinato con la vernice, talvolta unendolo al bronzo al fine di accentuare le forme ed esprimere il movimento. Nel 1928 si recò a Parigi dove debuttò come scultore, studiò con Picasso e altri maestri dell'arte moderna. Collaborò, tra gli altri, anche con Henry Moore. In seguito Marini ritornò in Italia, stabilendosi a Milano e negli anni successivi la sua indole artistica fu fortemente influenzata dalla sofferenza patita dall'Italia intera durante la guerra. Nel 1950, dopo essersi guadagnato la stima della critica internazionale, il suo lavoro venne definito come parte di un "nuovo Rinascimento della scultura in Italia, il nuovo umanista, la nuova realtà". Le opere di Marini esprimono una semplicità elementare e circoscritta, ad esclusione di alcuni ritratti, a tre temi: la figura femminile, il cavaliere spesso accompagnato dal cavallo e i ballerini o giocolieri. Il danzatore rappresenta la fuga emotiva dell'autore dai rigidi percorsi morali raffigurati nei suoi soggetti quali cavalli e cavalieri. In un certo senso si può affermare che l'artista abbia inteso convogliare in soggetti quali i ballerini un'esigenza di spensieratezza, allontanandosi per qualche attimo dalla severa analisi delle turbe umane. Marini guadagnò la propria fama internazionale negli anni '50 con tre grandi mostre del suo lavoro allestite ad Amsterdam, Bruxelles e New York, dove il "Grande Cavallo" trovò posto nella collezione Rockefeller. Il suo lavoro più noto è il grande cavallo di bronzo con cavaliere commissionato per il Museo Guggenheim di Venezia. La produzione artistica di Marini perdurò per 60 anni e fu ospitata in mostre presso le più importanti città del mondo. Esemplare in ottimo stato conservativo.

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