FENAROLI Fedele (1730-1818)- ROSSI Luigi Felice (1805-1863) - MATTEI Stanislao (1750-1825)

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PARTIMENTI OSSIA BASSO NUMERATO DEL CELEBRE MAESTRO FEDELE FENAROLI E TRATTATO D'ACCOMPAGNAMENTO DI LUIGI ROSSI. Unito a: PRATICA D'ACCOMPAGNAMENTO SOPRA BASSI NUMERATI OPERA COMPOSTA DAL P.M. STANISLAO  MATTEI MINOR CONVENTUALE MAESTRO DI CAPPELLA ONORARIO DE S.A.R. LA DUCHESSA DI LUCCA INFANTA DI SPAGNA ECC.ECC. DEDICATA AL MERITO INSIGNE DEL CELEBRE MAESTRO GIO. SIMONE MAYR DALL'EDITORE GIUSEPPE MAGRINI. Unito a: CONTRAPPUNTI DA DUE A OTTO PARTI SOPRA LA SCALA ASCENDENTE E DISCENDENTE  IN AMBO I  MODI COLL'AGGIUNTA DI PARECCHI CONTRAPPUNTI A 4 PARTI FINORA  INEDITI DEL PADRE MAESTRO STANISLAO MATTEI MINOR CONVENTUALE OPERA CHE FA SEGUITO ALLA PRATICA D'ACCOMPAGNAMENTO DELLO STESSO AUTORE NUOAVAMENTE EDITA PER CURA DEL SUO SCOLARO LUGI FELICE ROSSI.

Specifiche

  • Autore:

    FENAROLI Fedele (1730-1818)- ROSSI Luigi Felice (1805-1863) - MATTEI Stanislao (1750-1825)

  • Titolo:

    PARTIMENTI OSSIA BASSO NUMERATO DEL CELEBRE MAESTRO FEDELE FENAROLI E TRATTATO D'ACCOMPAGNAMENTO DI LUIGI ROSSI. Unito a: PRATICA D'ACCOMPAGNAMENTO SOPRA BASSI NUMERATI OPERA COMPOSTA DAL P.M. STANISLAO  MATTEI MINOR CONVENTUALE MAESTRO DI CAPPELLA ONORARIO DE S.A.R. LA DUCHESSA DI LUCCA INFANTA DI SPAGNA ECC.ECC. DEDICATA AL MERITO INSIGNE DEL CELEBRE MAESTRO GIO. SIMONE MAYR DALL'EDITORE GIUSEPPE MAGRINI. Unito a: CONTRAPPUNTI DA DUE A OTTO PARTI SOPRA LA SCALA ASCENDENTE E DISCENDENTE  IN AMBO I  MODI COLL'AGGIUNTA DI PARECCHI CONTRAPPUNTI A 4 PARTI FINORA  INEDITI DEL PADRE MAESTRO STANISLAO MATTEI MINOR CONVENTUALE OPERA CHE FA SEGUITO ALLA PRATICA D'ACCOMPAGNAMENTO DELLO STESSO AUTORE NUOAVAMENTE EDITA PER CURA DEL SUO SCOLARO LUGI FELICE ROSSI.

  • Luogo: MILANO
  • Editore: PRESSO F. LUCCA DIRIMPETTO ALL'I.R. TEATRO ALLA SCALA, FIRENZE PRESSO I FRATELLI DUCCI, s.d. (ca. 1840)- TORINO, G. MAGRINI, s.d. (ca. 1840)- TORINO, G. MAGARINI E FIRENZE F. LORENZI, s.d.(ca. 1840)
  • Formato: 3 opere in 1 volume In-4° grande (mm 323x255)

Prezzo: € 600,00



Descrizione prodotto

Legatura coeva in mezza pelle e carta verde ai piatti; dorso con titolo, fregi e filetti in oro. Al recto del foglio di guardia anteriore nota manoscritta di possesso "Augusto Iocteau" (probabilmente si tratta del barone Augusto Iucteau di Cardè, in Piemonte). Prima opera: PARTIMENTI OSSIA BASSO NUMERATO...FEDELE FENAROLI.  2 pagine non numerate per frontespizio calligrafico; 200 pagine numerate, ogni pagina ha il testo impresso da matrice litografica. Seconda opera: PRATICA D'ACCOMPAGNAMENTO... SATNISLAO MATTEI...2 pagine non numerate per frontespizio e note tipoografiche al verso; 1 carta bianca; 1 tavola fuori testo con, al recto, bel ritratto  litografico a mezzobusto di Stanislao Maffei, bianco il verso; XXX-120 pagine numerate, queste ultime con testo impresso su lastra litografica. Terza opera: CONTRAPPUNTI DA DUE A OTTO PARTI...STANISLAO MATTEI...LUIGI FELICE ROSSI...4 pagine non numerate, compreso il frontespzio; 78 pagine numerate, queste ultime con testo impresso da matrice  litografica.    Cfr. L’eredità di Fenaroli nell’Ottocento. In Martucci e la “caduta delle Alpi”. Atti del convegno (Capua-Napoli 1-2 dicembre 2006), a cura di Antonio Caroccia, Paolo Giovanni Maione e Francesca Seller. "  Luigi Felice Rossi:  Partimenti ossia bassi numerati [...] e trattato d’accompagnamento. Il commento di Luigi Felice Rossi venne pubblicato in tre edizioni: le primedue da Lucca (la prima intorno al 1844, la seconda nel 1855), mentre la terza fupubblicata postuma da Ricordi a cura e con aggiunte e integrazioni di Costantino Gozzi, allievo di Rossi: il tutto, come si legge nel frontespizio, «forma uncomplesso di dottrina armonica teorico-pratica fondata sulle basi della Scuoladi Napoli». Luigi Felice Rossi (1805-1863), piemontese e fortemente influenzato dal razionalismo francese, aveva studiato con Stanislao Mattei a Bologna (1824-25) e con Pietro Raimondi e Niccolò Zingarelli a Napoli (fino al 1833). Stando aquanto riferisce Costantino Gozzi nell’avvertimento  Agli studiosi , Rossi, deluso dall’empirismo dell’insegnamento ricevuto a Milano, aveva cercato una mag-giore razionalità negli studi dapprima a Bologna presso Padre Mattei, poi a Napoli presso Raimondi e Zingarelli, ma restando sempre deluso. Il suo disappunto, però, riguardava soltanto l’aspetto teorico, non quello pratico della prassi didattica napoletana, la cui efficacia aveva, ai suoi occhi, qualcosa di incomprensibile: «La scuola di Napoli, quella scuola sopra ogni altra eccellentissima nell’estetica musicale pratica, e sì misteriosa per i teoretici, i quali nonsanno capite come nell’empirismo della di lei dottrina abbia potuto derivare tanta eccellenza [...]».   Il proposito di Rossi, dichiarato come primo tra gli «avvertimenti importanti» è quello di «raccogliere e ridurre a ben ordinata teoria quell’ammasso informe di regole empiriche, che costituisce la dottrina armonica della scuola diNapoli». Nel far questo, Rossi (come Guarnaccia) sopprime interamente le Regole di Fenaroli, e le sostituisce con il proprio  Trattato di accompagnamento. Dei partimenti, dei quali scrive che «per chiarezza, per regolarità e per certo insensibile procedere dalla facilità alla difficoltà, egli sono pregievoli tanto, che nulla più», esclude il terzo libro (composto interamente di esempi di «moti del basso» che,divenuti ora «progressioni», sono trattate in un capitolo a parte) e rinumera i restanti cinque; nel secondo libro sopprime tutti gli esempi di ritardi (sostituiti dal suo capitolo 5) lasciando solo le Lezioni e i Partimenti progressivi ; analogamente nel primo libro sopprime tutti gli esempi di scale e cadenze. Il trattato di Rossi, che dunque sostituisce completamente le Regole  di Fenaroli, è diviso in due parti, dedicate rispettivamente all’accompagnamento «armonico» e «pararmonico». Con questi due termini Rossi intende l’accompagnamento fatto di soli accordi e quello in cui gli accordi sono elaborati da note estranee (cioè para-armoniche): note di passaggio, di volta, ritardi, anticipazioni, pedali, e imitazioni. Si tratta, anche in questo caso, di un’elaborazione concettuale del già citato avvertimento preposto da Fenaroli al libro quarto: «Iseguenti partimenti si devono prima studiare colle semplici consonanze e poicolle dissonanze»: non casualmente, la stessa terminologia è usata da Guarnaccia, che però la menziona di passaggio, mentre Rossi ne fa il fondamentodell’intero suo trattato....  Nell’insieme, il trattato di Rossi si può considerare come un riuscito (dal punto di vista ottocentesco) tentativo di modernizzazione della prassi napoletana." Esemplare in buone condizioni conservative.

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